IL DIBATTITO CONGRESSUALE
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IL DIBATTITO CONGRESSUALE
Ho letto con molta attenzione tutte le tesi presentate ed il documento della sezione di Anguillara.
Non c’è dubbio che quest’ultimo sia molto più puntuale nella proposta politica.
Tutte le tesi , in definitiva simili tra loro, sono il solito esercizio pseudo-intellettuale che ha sempre caratterizzato una classe politica completamente ignara dei reali problemi del Paese. Ogni mozione si sforza di affermare concetti generici sull’importanza del socialismo nella società italiana, senza sapere che il più umile degli iscritti e dei militanti la dà per scontata, al punto di aver deciso di iscriversi e di militare nel partito.
Considero estremamente grave che in nessuna delle mozioni ci sia traccia sui problemi organizzativi, che sono da sempre il problema dei socialisti. Si banalizza il problema con l’affermazione che è necessario radicarsi nel territorio, senza assolutamente indicare come e con quali strumenti operativi e funzionali. Secondo me il vertice nazionale che uscirà dal Congresso deve saper gestire la questione organizzativa cercando soluzioni attraverso l’utilizzo al meglio delle attuali possibilità medianiche e di informazione. I vertici del partito devono farsi carico dell’esigenza di creare e di finanziare una rete informatica che permetta ai militanti e simpatizzanti di partecipare al dibattito politico ed alle scelte che si rendano necessarie. Non sarebbe assolutamente più accettabile continuare nell’attuale abbandono organizzativo che vede i militanti ridotti al rango di procacciatori di voti per una casta autodefinentesi. Con le risorse disponibili, trasparentemente dichiarate, cercare di investire in strumenti di informazione e mediatici che consentano la circolazione di proposte e testimonianze in tempo reale. La sezione, intesa come centro di aggregazione non è più valida, anche per i suoi costi che in genere ricadono su alcuni militanti, forse perché più sensibili e disponibili.
In un'epoca, quella che viviamo, dominata da Internet non possiamo più dare credito a quegli stucchevoli cerimoniali di decisioni prese da direttivi e/o comitati formati da membri genericamente attenti ai problemi. Attraverso l'uso della rete devono avere la possibilità di arricchire dibattiti e proposte direttamente rapportandosi con i cittadini.
Non c’è dubbio che quest’ultimo sia molto più puntuale nella proposta politica.
Tutte le tesi , in definitiva simili tra loro, sono il solito esercizio pseudo-intellettuale che ha sempre caratterizzato una classe politica completamente ignara dei reali problemi del Paese. Ogni mozione si sforza di affermare concetti generici sull’importanza del socialismo nella società italiana, senza sapere che il più umile degli iscritti e dei militanti la dà per scontata, al punto di aver deciso di iscriversi e di militare nel partito.
Considero estremamente grave che in nessuna delle mozioni ci sia traccia sui problemi organizzativi, che sono da sempre il problema dei socialisti. Si banalizza il problema con l’affermazione che è necessario radicarsi nel territorio, senza assolutamente indicare come e con quali strumenti operativi e funzionali. Secondo me il vertice nazionale che uscirà dal Congresso deve saper gestire la questione organizzativa cercando soluzioni attraverso l’utilizzo al meglio delle attuali possibilità medianiche e di informazione. I vertici del partito devono farsi carico dell’esigenza di creare e di finanziare una rete informatica che permetta ai militanti e simpatizzanti di partecipare al dibattito politico ed alle scelte che si rendano necessarie. Non sarebbe assolutamente più accettabile continuare nell’attuale abbandono organizzativo che vede i militanti ridotti al rango di procacciatori di voti per una casta autodefinentesi. Con le risorse disponibili, trasparentemente dichiarate, cercare di investire in strumenti di informazione e mediatici che consentano la circolazione di proposte e testimonianze in tempo reale. La sezione, intesa come centro di aggregazione non è più valida, anche per i suoi costi che in genere ricadono su alcuni militanti, forse perché più sensibili e disponibili.
In un'epoca, quella che viviamo, dominata da Internet non possiamo più dare credito a quegli stucchevoli cerimoniali di decisioni prese da direttivi e/o comitati formati da membri genericamente attenti ai problemi. Attraverso l'uso della rete devono avere la possibilità di arricchire dibattiti e proposte direttamente rapportandosi con i cittadini.
nuova forma di partito
MAJANI CORRADO ha scritto:Ho letto con molta attenzione tutte le tesi presentate ed il documento della sezione di Anguillara.
Non c’è dubbio che quest’ultimo sia molto più puntuale nella proposta politica.
Tutte le tesi , in definitiva simili tra loro, sono il solito esercizio pseudo-intellettuale che ha sempre caratterizzato una classe politica completamente ignara dei reali problemi del Paese. Ogni mozione si sforza di affermare concetti generici sull’importanza del socialismo nella società italiana, senza sapere che il più umile degli iscritti e dei militanti la dà per scontata, al punto di aver deciso di iscriversi e di militare nel partito.
Considero estremamente grave che in nessuna delle mozioni ci sia traccia sui problemi organizzativi, che sono da sempre il problema dei socialisti. Si banalizza il problema con l’affermazione che è necessario radicarsi nel territorio, senza assolutamente indicare come e con quali strumenti operativi e funzionali. Secondo me il vertice nazionale che uscirà dal Congresso deve saper gestire la questione organizzativa cercando soluzioni attraverso l’utilizzo al meglio delle attuali possibilità medianiche e di informazione. I vertici del partito devono farsi carico dell’esigenza di creare e di finanziare una rete informatica che permetta ai militanti e simpatizzanti di partecipare al dibattito politico ed alle scelte che si rendano necessarie. Non sarebbe assolutamente più accettabile continuare nell’attuale abbandono organizzativo che vede i militanti ridotti al rango di procacciatori di voti per una casta autodefinentesi. Con le risorse disponibili, trasparentemente dichiarate, cercare di investire in strumenti di informazione e mediatici che consentano la circolazione di proposte e testimonianze in tempo reale. La sezione, intesa come centro di aggregazione non è più valida, anche per i suoi costi che in genere ricadono su alcuni militanti, forse perché più sensibili e disponibili.
In un'epoca, quella che viviamo, dominata da Internet non possiamo più dare credito a quegli stucchevoli cerimoniali di decisioni prese da direttivi e/o comitati formati da membri genericamente attenti ai problemi. Attraverso l'uso della rete devono avere la possibilità di arricchire dibattiti e proposte direttamente rapportandosi con i cittadini.
nuova forma di partito
debbo aver commesso qualche svarione nel cercare di dare un contributo a queste attestazioni condivise e necessarie, però ho la sensazione che non ci leggono nemmeno quelli che dovrebbero saper usare questo mezzo tecnologico diventato indispensabile per comunicare.
La mia grande preoccupazione è che il 95% degli iscritti non partecipa a questo congresso con la convinzione che si può fare un Nuovo Partito con il mezzo tecnologico che abbiamo tutti! Regna un diffuso senso di apatia che mi preoccupa, a volte e spesso quando parlo con dei compagni ho la sensazione che della passione verso gli ideali non gliene importa un fico secco!
Io credo che dalle mozioni, opportunamente integrate da documenti locali sia possibile immaginare una possibile svolta alla nuova forma di partito, ancorchè più ritagliato alle esigenze locali (autonomie locali), più o meno oraganizzate in forme federali autonome.Il partito dovrà diventare il partito degli iscritti e non, ove ognuno esprime il proprio voto o fa la sua scelta di dirigenti o candidati.Se non sarà così non vi potrà essere niente di nuovo, in tal caso ,caro corrado il tuo sogno ed il mio rimarrano tali.
La mia grande preoccupazione è che il 95% degli iscritti non partecipa a questo congresso con la convinzione che si può fare un Nuovo Partito con il mezzo tecnologico che abbiamo tutti! Regna un diffuso senso di apatia che mi preoccupa, a volte e spesso quando parlo con dei compagni ho la sensazione che della passione verso gli ideali non gliene importa un fico secco!
Io credo che dalle mozioni, opportunamente integrate da documenti locali sia possibile immaginare una possibile svolta alla nuova forma di partito, ancorchè più ritagliato alle esigenze locali (autonomie locali), più o meno oraganizzate in forme federali autonome.Il partito dovrà diventare il partito degli iscritti e non, ove ognuno esprime il proprio voto o fa la sua scelta di dirigenti o candidati.Se non sarà così non vi potrà essere niente di nuovo, in tal caso ,caro corrado il tuo sogno ed il mio rimarrano tali.
RICOMINCIARE: DIFFICILE MA NON IMPOSSIBILE
Caro Carlo, mi dispiace constatare che vedi che siamo prossimi allo zero assoluto. Ma devi intuire che l' iscritto o l' elettore non sono entusiasmati dal dibattito in corso sulle mozioni. E' forse piu' interessante capire le ragioni per cui i nostri referenti nazionali, se intenzionati a dirigere il timone del partito o a condurre il rinnovamento non abbiano preso contatto diretto con gli iscritti e fatto loro un quesito specifico da votare come una grande assemblea. Perchè Carlo questo ci è dovuto. Molti come me non sono più disposti a militare per avere rappresentanze che non ti conoscono e non ti sostengono nel lavoro di militanza. Il socialismo è ancora indispensabile in Italia ora più che mai. Con le destre avviate ad un lungo periodo di governo e le sinistre distrutte dalle vecchie lotte intestine tra noi ed i comunisti, i socialisti che odiano IDV perchè rappresentato da colui che ci ha distrutti, con la complicità dei ex DS, ed un PD che per salvare la sua casta se nè andata da sola in parlamento e che entro un
anno scoppierà in una crisi interna. Il nostro partito deve tornare ad essere di interesse di massa ed in Italia nè abbiamo purtroppo i presupposti sociali. Per fare questo ci vuole coraggio ed il coraggio e virtù di pochi.
Diverso è l' ambito territoriale dove come circolo abbiamo una forza di iscritti ed elettori ancora valida, di cui la diminuzione di questi ultimi non è stata data dallo tsunami, ma da elettori che hanno convogliato momentaneamente il loro voto utile alle loro aspettative ed interessi quotidiani a cui noi nella nostra posizione non potevamo corrispondere. Sono convinto che una buona azione e stavolta la giusta scelta di collocamento condivisa da tutti e poter sposare le giuste cause anche a volte bipartisan per risolvere le problematiche dei cittadini di Anguillara possono portarci a buoni risultati soprattutto di presenza in consiglio comunale. Dunque attendo un incontro con i rifondaroli ed i comunisti, può darsi che incontreremo più i DS che LA MARGHERITA (futuro ex PD), si può tentare senza pregiudizi un incontro con quelli di IDV, con le associazioni e con la società civile per una lista civica, come vedi non elenco i verdi di cui reputo non indispensabile la loro presenza, perchè è insita in ogni partito la voglia di salvaguardia ambientale. In questi incontri dobbiamo dimostrare che proponiamo un buon governo ed idee sincere per lo sviluppo lavorativo. Anche lì senza pregiudizi e malsani ricordi di un Anguillara che non c'e più e che nessuno vuole e cioè un dormitorio, rovi sulle spiaggie e l' oblio economico che salva solo gli anguillarini con le terre da edificare. Più giustizia fiscale e tanta attenzione alla funzionalità dei servizi tutti. Ma per fare questo occorre un direttivo rieletto e un segretario nuovo e nessuno che nè intralci il lavoro.
anno scoppierà in una crisi interna. Il nostro partito deve tornare ad essere di interesse di massa ed in Italia nè abbiamo purtroppo i presupposti sociali. Per fare questo ci vuole coraggio ed il coraggio e virtù di pochi.
Diverso è l' ambito territoriale dove come circolo abbiamo una forza di iscritti ed elettori ancora valida, di cui la diminuzione di questi ultimi non è stata data dallo tsunami, ma da elettori che hanno convogliato momentaneamente il loro voto utile alle loro aspettative ed interessi quotidiani a cui noi nella nostra posizione non potevamo corrispondere. Sono convinto che una buona azione e stavolta la giusta scelta di collocamento condivisa da tutti e poter sposare le giuste cause anche a volte bipartisan per risolvere le problematiche dei cittadini di Anguillara possono portarci a buoni risultati soprattutto di presenza in consiglio comunale. Dunque attendo un incontro con i rifondaroli ed i comunisti, può darsi che incontreremo più i DS che LA MARGHERITA (futuro ex PD), si può tentare senza pregiudizi un incontro con quelli di IDV, con le associazioni e con la società civile per una lista civica, come vedi non elenco i verdi di cui reputo non indispensabile la loro presenza, perchè è insita in ogni partito la voglia di salvaguardia ambientale. In questi incontri dobbiamo dimostrare che proponiamo un buon governo ed idee sincere per lo sviluppo lavorativo. Anche lì senza pregiudizi e malsani ricordi di un Anguillara che non c'e più e che nessuno vuole e cioè un dormitorio, rovi sulle spiaggie e l' oblio economico che salva solo gli anguillarini con le terre da edificare. Più giustizia fiscale e tanta attenzione alla funzionalità dei servizi tutti. Ma per fare questo occorre un direttivo rieletto e un segretario nuovo e nessuno che nè intralci il lavoro.

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