circolo di anguillara a congresso
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circolo di anguillara a congresso
documento approvato nell' assemblea precongressuale degli iscritti del circolo di Anguillara tenutasi il 31 maggio 2008 presso il museo della piroga
ANGUILLARA: Socialisti che fare?
ANGUILLARA: Socialisti che fare?
Il fallimentare risultato elettorale del 13- 14 aprile impone a tutte le persone non di destra o meglio ai riformisti di sinistra e dunque a Noi Socialisti la domanda :
- che cosa vogliamo fare?
- E’ opportuno ridisegnare il ruolo politico dei Socialisti?
- In che modo ?
- Quali le risorse disponibili per tali impegni?
Il percorso sin qui posto in essere ‘’riproporsi per esserci” si è esaurito senza raggiungere l’obbiettivo : i risultati elettorali raggiunti Buoni nel 2006 e scadenti nel 2008 hanno determinato una sorta di sconforto in tutto il gruppo dirigente e negli iscritti per come questi si sono materializzati.
La scarsa presenza organizzativa, l’improvviso accelerarsi della crisi di governo che ha colto il nascente partito socialista privo degli strumenti necessari per effettuare un’analisi politica compiuta che gli consentisse di fare le scelte giuste ed i conseguenti errori strategici ci hanno portato alla situazione attuale.
Non si vuole fare qui un’analisi faraonica delle problematiche scaturite dall’ultima campagna elettorale, ma la sensazione che, i temi sui quali è stata basata la nostra campagna elettorale fossero ben lontani dai bisogni dei cittadini italiani, era palese a molti e non accorreva certo una costosa indagine di mercato per capire che:
- Sicurezza;
- Lavoro;
- Potere di acquisto dei salari;
- Pressione fiscale;
- Energia
- Nuove protezioni sociali
sono i temi più emergenti, sono i veri bisogni delle persone e dei cittadini italiani; occorre uno stato sia a livello centrale che locale in grado di prendere decisioni e di risolvere i problemi veri del paese; si veda da ultimo il consumarsi della tragedia dello smaltimento dei rifiuti nella regione Campana un tipico esempio nel quale lo Stato centrale deve ora surrogare l’incapacità e l’impotenza delle amministrazioni locali non in grado di assumere alcuna decisione.
Crediamo che questa e altre situazioni quale la sicurezza e l’enorme pressione fiscale sono state alla base della scelta dei cittadini di votare in massa per i due partiti maggiori; l’elettorato ha deciso, dunque, di inviare un segnale ben preciso: risolvete i problemi e fate presto.
Partendo da questo forte segnale che è possibile ridisegnare il ruolo che in questo paese dovrà avere il partito socialista; rimettere al centro dell’azione politica i bisogni delle persone.
All’interno, poi, degli obbiettivi primari ci sarà anche spazio per i bisogni ugualmente importanti, ma sicuramente non strategici.
Crediamo che questo risultato elettorale non ci condanni alla scomparsa, ma ci offre l’opportunità di rivedere la nostra linea politica proprio in funzione delle cose sopra dette; dobbiamo in sostanza abbandonare la linea dell’essere per tuffarci in una nuova linea del fare.
L’approssimarsi delle lezioni comunali ci obbliga a svolgere un’ analisi dei rapporti politici locali con gli altri soggetti politici della così detta sinistra e non solo . Occorre subito sottolineare che parlare di rapporti politici appare un’affermazione forte. In realtà questi rapporti sono stati estemporanei e spesso improntati ad un sano opportunismo nel momento del bisogno.
La rinascita dei Socialisti come partito organizzato a livello locale ha incontrato sin dall’inizio (2003) ostacoli ed ostilità, ma forte è stato il risveglio orgoglioso di appartenenza alle IDEE Socialiste, molti tra compagne e compagni hanno aderito alla costituente socialista con ben 73 tesserati nel 2008; tutto ciò purtroppo non si è tradotto in un adeguato e significativo sostegno alle recenti elezioni del 13/14 Aprile.
Affidiamo oggi ai nostri iscritti, che comunque ringraziamo, il peso di rispondere ad un unica domanda : che cosa vogliamo fare? E’ utile riproporre la presenza del Partito Socialista ad Anguillara ed in Italia?
La nostra storia è lunga, oltre 100 anni di lotte e di sconfitte, ma anche di grandi conquiste sociali: dopo una disfatta non può che esserci la ricostruzione. Ad Anguillara lo scenario politico delle scissioni e ricomposizioni di nuove sigle politiche è molto simile a quello Nazionale; comunque I socialisti vengono ignorati da entrambi gli schieramenti; particolarmente odioso è l’atteggiamento tenuto dai partiti del centro sinistra ora PD nell’ignorare il nostro apporto per le vittorie elettorali della giunta Marrazzo e della più recente affermazione del presidente della provincia Luca Zingaretti .
Nel tracciare una strategia per le prossime elezioni comunale, finalizzata ad una nostra presenza nel consiglio comunale, sarebbe innaturale non considerare quale interlocutore principale proprio il partito democratico in quanto i suoi enunciati sono i più vicini a quelli socialisti; sarebbe comunque politicamente inopportuno, proprio per le cose sopra dette, se noi limitassimo i nostri rapporti solo a questa formazione politica, che ancora presa dal suo dualismo interno e non ha ancora sciolto il nodo di appartenenza alle grandi famiglie europee. Sarà necessario porre in campo nuove risorse umane che diano nuovo slancio al nostro progetto, ma soprattutto diano soluzioni reali ai problemi dei cittadini di Anguillara che non potrà essere governata con slogan e posa di prime pietre virtuali, perpetuando una politica sostanzialmente uguale a quella precedente della giunta Pizzigallo. Vi sono, purtroppo, tutte le condizioni perchè l’attuale giunta di centro-sinistra riconsegni il Comune al centro-destra, come ha fatto Veltroni a Roma e Prodi a Livello Nazionale, noi socialisti non possiamo stare a guardare!
Quindi è essenziale che riprendiamo a svolgere un ruolo attivo e non d’attesa, mettendo in campo tutte le iniziative utili a risolvere i problemi dei cittadini di Anguillara ed a dare risposte ai loro bisogni.
Mettere in campo idee,proposte,e nuove energie comunque esse siano rappresentate deve essere il nostro obbiettivo primario; il nuovo corso della nostra forza politica non può prescindere da questi elementi.
Il documento dei socialisti di Anguillara è in sintonia con tutte le mozioni congressuali presentate:
Il nostro è il partito degli iscritti e dei cittadini.
relazione all' assemblea congressuale del circolo
(relazione congressuale del segretario dimissionario Mauro Dipietrogiacomo)
Colgo l’occasione per ringraziare tutti i presenti della loro partecipazione in particolare e soprattutto i nostri scritti che non ci hanno mai fatto mancare il loro sostegno.Siamo quì in questa assemblea precongressuale per valutare insieme quanto è accaduto alle recenti elezioni e quanto siamo disposti a sacrificarci tutti per il futuro del Partito Socialista.
A distanza di 2 anni dal precedente congresso nazionale dello SDI e a meno di 1 anno dall’avvio del processo della Costituente Socialista siamo ora riuniti in uno scenario politico che nessuno di noi avremmo mai potuto immaginato anche solo qualche mese fa.
Le elezioni politiche hanno spazzato via gran parte dei partiti politici sino allora presenti in parlamento accentuando fortemente il sistema bipolare. Le due maggiori coalizioni PDL e PD insieme ai loro alleati hanno ottenuto oltre l’ 80% dei consensi.
A questo tsunami ha resistito solo la formazione di Casini grazie all’apporto del MPA di Lombardo in Sicilia.
In un sol colpo comunisti italiani, rifondazione comunista, socialisti, verdi, sinistra democratica e la destra di Storace (fortemente assimilabile all’ MSI) sono stati espulsi dal parlamento nazionale e questa è la prima volta che succede nel parlamento repubblicano.
Fare oggi un’analisi compiuta del perché tutto ciò sia potuto succedere non è semplice, molti famosi analisti politici ci hanno provato ; le elezioni sono andate come ampiamente previsto e Silvio Berlusconi con la sua alleanza di destra ha vinto le elezioni , ciò che più meraviglia e forse spaventa sono i numeri che accompagnano la vittoria che in sostanza ci consegnano un paese fortemente di destra con esclusione delle sole regioni dell’Italia centrale tradizionalmente feudo del PCI dove peraltro il Partito delle Libertà consegue significativi aumenti di consensi.
Chi ha veramente perso è la sinistra “radicale” che ha perso due terzi del suo elettorato, pur tuttavia sebbene la riduzione della sinistra era in parte attesa, quello che non era atteso è l’entità di questo tracollo. Cosa ha fatto la differenza? Anzitutto le astensioni, che con questa tornata elettorale hanno avuto l’impennata più forte di tutta la storia della Repubblica con un incremento del 3,5%.
Occorre rilevare che, come riportato dai sondaggi effettuati, questo incremento di astensioni è principalmente di sinistra. Per cui mentre l’elettorato di destra si è mantenuto ed anche rafforzato, quello di sinistra ha perso qualcosa vicino ad un milione di voti, ovvero elettori che, hanno sempre votato a sinistra, e che in questa fase stanchi di essere “rappresentati” da questi partiti o da questi leader si sono astenuti dal voto.
Anche se è molto probabile che la vittoria è dovuta anche a spostamenti dell’elettorato da sinistra a destra e - in particolare - dalla sinistra alla Lega di Bossi.
Per quanto riguarda il nostro partito voglio qui citare le parole con le quali Enrico Boselli ha aperto il suo discorso il 17 aprile “Il risultato elettorale segna una grave e severa sconfitta del Partito Socialista. So bene che le vittorie hanno molti padri e molte madri, mentre le sconfitte sono solitamente figlie di nessuno” credo che queste parole più di molte altre possano ben sintetizzare lo stato d’animo di noi tutti; il compagno Boselli ha assunto su di se ogni responsabilità dimettendosi dalla massima carica e convocando il primo congresso del nuovo partito.
Credo di poter affermare che se da una parte siamo stati vittime della politica del voto utile che ha portato tantissimi nostri elettori come pure quelli appartenenti all’area della sinistra arcobaleno a votare per il Partito Democratico nell’illusione di poter bloccare il ritorno a palazzo Chigi di Berlusconi; dall’altra parte l’abbandono dei temi che più tradizionalmente sono stati al centro delle politiche del partito a favore di altri, sicuramente importanti, ma non appartenenti alla nostra cultura, hanno fatto il resto.
Non c’è stata in sostanza una valutazione attenta delle necessità, delle paure, e delle insicurezze sociali crescenti all’interno di vasti stati della popolazione.
Si registra un profondo senso di insicurezza nel mondo del lavoro e nei pensionati ed anche nelle piccole imprese e negli artigiani, che deriva da molteplici questioni. La prima è l'insicurezza delle condizioni economiche per la crescente perdita del potere d’acquisto e l'insicurezza del lavoro determinato dai processi di precarizzazione che rende deboli e ricattabili le nuovi generazioni, analogamente le piccole imprese e gli artigiani sono schiacciati dalla grande distribuzione e dai processi di globalizzazione e di sleale concorrenza.
Vi è poi un'insicurezza derivante anch'essa dai processi di globalizzazione, ed è la paura dell'altro, del diverso: è il problema della sicurezza del territorio e della città.
E da ultimo è crescente la paura che l’attuale parlamento espressione non della volontà popolare, ma della volontà di Berlusconi e Veltroni che grazie all’aiuto del “porcellum” hanno potuto designare al parlamento le donne e gli uomini a loro più fedeli, e possono in tal modo portare avanti con l’accordo sulle riforme istituzionali, un disegno di ulteriore completa delegittimazione delle minoranze.
Questo è lo scenario che abbiamo davanti ed è per questo che occorre reagire e portare avanti le nostre idee , ridisegnare gli obbiettivi del partito, riportare al centro del dibattito politico tutti i temi a noi cari , la democrazia, il lavoro, la casa, la salute , la scuola l'atruismo, la solidarietà , l'uguaglianza, la libertà, la meritocrazia, la trasparenza,.
È giunto il momento di riflettere su quello che vogliamo fare per essere utili ai fabbisogni della gente.
· Quello che ci preme affrontare è quello che vorremmo fare con la partecipazione degli iscritti e non?
· Senza ipocrisie, come vogliamo affrontare la prossima scadenza elettorale ad Anguillara ?
A queste domande dovranno rispondere gli iscritti ed i cittadini. .partecipando al prossimo Congresso. Adesso c’è veramente bisogno di nuove risorse e della partecipazione di tutti.
QUESTO E’ IL MOMENTO DI “RINNOVARSI O PERIRE “COME DICEVA IL NOSTRO PIETRO NENNI.
Mauro Di Pietrogiacomo
Colgo l’occasione per ringraziare tutti i presenti della loro partecipazione in particolare e soprattutto i nostri scritti che non ci hanno mai fatto mancare il loro sostegno.Siamo quì in questa assemblea precongressuale per valutare insieme quanto è accaduto alle recenti elezioni e quanto siamo disposti a sacrificarci tutti per il futuro del Partito Socialista.
A distanza di 2 anni dal precedente congresso nazionale dello SDI e a meno di 1 anno dall’avvio del processo della Costituente Socialista siamo ora riuniti in uno scenario politico che nessuno di noi avremmo mai potuto immaginato anche solo qualche mese fa.
Le elezioni politiche hanno spazzato via gran parte dei partiti politici sino allora presenti in parlamento accentuando fortemente il sistema bipolare. Le due maggiori coalizioni PDL e PD insieme ai loro alleati hanno ottenuto oltre l’ 80% dei consensi.
A questo tsunami ha resistito solo la formazione di Casini grazie all’apporto del MPA di Lombardo in Sicilia.
In un sol colpo comunisti italiani, rifondazione comunista, socialisti, verdi, sinistra democratica e la destra di Storace (fortemente assimilabile all’ MSI) sono stati espulsi dal parlamento nazionale e questa è la prima volta che succede nel parlamento repubblicano.
Fare oggi un’analisi compiuta del perché tutto ciò sia potuto succedere non è semplice, molti famosi analisti politici ci hanno provato ; le elezioni sono andate come ampiamente previsto e Silvio Berlusconi con la sua alleanza di destra ha vinto le elezioni , ciò che più meraviglia e forse spaventa sono i numeri che accompagnano la vittoria che in sostanza ci consegnano un paese fortemente di destra con esclusione delle sole regioni dell’Italia centrale tradizionalmente feudo del PCI dove peraltro il Partito delle Libertà consegue significativi aumenti di consensi.
Chi ha veramente perso è la sinistra “radicale” che ha perso due terzi del suo elettorato, pur tuttavia sebbene la riduzione della sinistra era in parte attesa, quello che non era atteso è l’entità di questo tracollo. Cosa ha fatto la differenza? Anzitutto le astensioni, che con questa tornata elettorale hanno avuto l’impennata più forte di tutta la storia della Repubblica con un incremento del 3,5%.
Occorre rilevare che, come riportato dai sondaggi effettuati, questo incremento di astensioni è principalmente di sinistra. Per cui mentre l’elettorato di destra si è mantenuto ed anche rafforzato, quello di sinistra ha perso qualcosa vicino ad un milione di voti, ovvero elettori che, hanno sempre votato a sinistra, e che in questa fase stanchi di essere “rappresentati” da questi partiti o da questi leader si sono astenuti dal voto.
Anche se è molto probabile che la vittoria è dovuta anche a spostamenti dell’elettorato da sinistra a destra e - in particolare - dalla sinistra alla Lega di Bossi.
Per quanto riguarda il nostro partito voglio qui citare le parole con le quali Enrico Boselli ha aperto il suo discorso il 17 aprile “Il risultato elettorale segna una grave e severa sconfitta del Partito Socialista. So bene che le vittorie hanno molti padri e molte madri, mentre le sconfitte sono solitamente figlie di nessuno” credo che queste parole più di molte altre possano ben sintetizzare lo stato d’animo di noi tutti; il compagno Boselli ha assunto su di se ogni responsabilità dimettendosi dalla massima carica e convocando il primo congresso del nuovo partito.
Credo di poter affermare che se da una parte siamo stati vittime della politica del voto utile che ha portato tantissimi nostri elettori come pure quelli appartenenti all’area della sinistra arcobaleno a votare per il Partito Democratico nell’illusione di poter bloccare il ritorno a palazzo Chigi di Berlusconi; dall’altra parte l’abbandono dei temi che più tradizionalmente sono stati al centro delle politiche del partito a favore di altri, sicuramente importanti, ma non appartenenti alla nostra cultura, hanno fatto il resto.
Non c’è stata in sostanza una valutazione attenta delle necessità, delle paure, e delle insicurezze sociali crescenti all’interno di vasti stati della popolazione.
Si registra un profondo senso di insicurezza nel mondo del lavoro e nei pensionati ed anche nelle piccole imprese e negli artigiani, che deriva da molteplici questioni. La prima è l'insicurezza delle condizioni economiche per la crescente perdita del potere d’acquisto e l'insicurezza del lavoro determinato dai processi di precarizzazione che rende deboli e ricattabili le nuovi generazioni, analogamente le piccole imprese e gli artigiani sono schiacciati dalla grande distribuzione e dai processi di globalizzazione e di sleale concorrenza.
Vi è poi un'insicurezza derivante anch'essa dai processi di globalizzazione, ed è la paura dell'altro, del diverso: è il problema della sicurezza del territorio e della città.
E da ultimo è crescente la paura che l’attuale parlamento espressione non della volontà popolare, ma della volontà di Berlusconi e Veltroni che grazie all’aiuto del “porcellum” hanno potuto designare al parlamento le donne e gli uomini a loro più fedeli, e possono in tal modo portare avanti con l’accordo sulle riforme istituzionali, un disegno di ulteriore completa delegittimazione delle minoranze.
Questo è lo scenario che abbiamo davanti ed è per questo che occorre reagire e portare avanti le nostre idee , ridisegnare gli obbiettivi del partito, riportare al centro del dibattito politico tutti i temi a noi cari , la democrazia, il lavoro, la casa, la salute , la scuola l'atruismo, la solidarietà , l'uguaglianza, la libertà, la meritocrazia, la trasparenza,.
È giunto il momento di riflettere su quello che vogliamo fare per essere utili ai fabbisogni della gente.
· Quello che ci preme affrontare è quello che vorremmo fare con la partecipazione degli iscritti e non?
· Senza ipocrisie, come vogliamo affrontare la prossima scadenza elettorale ad Anguillara ?
A queste domande dovranno rispondere gli iscritti ed i cittadini. .partecipando al prossimo Congresso. Adesso c’è veramente bisogno di nuove risorse e della partecipazione di tutti.
QUESTO E’ IL MOMENTO DI “RINNOVARSI O PERIRE “COME DICEVA IL NOSTRO PIETRO NENNI.
Mauro Di Pietrogiacomo

Documento costituente




